Voci dal mondo sottile

Dalla mia rubrica eso-pensieri di Avalon Giornale, 17 febbraio 2013

L’appuntamento era per le otto di sera ma non aveva nulla di galante. Tutt’altro. Essere stati invitati a casa di una medium così conosciuta era per me qualcosa di straordinario, senza contare che quella serata sarebbe stata ancor più straordinaria vista la presenza contemporanea di almeno altre dieci medium che, caso voleva, fossero tutte donne. Alcune le avevo già conosciute alla fondazione “Bozzano – De Boni”, altre invece le incontravo per la prima volta.

Era già da qualche tempo che frequentavo la fondazione. Questo luogo di ritrovo, caso unico in Italia, raggruppa persone interessate all’argomento “spiritismo” ed è parzialmente finanziato dalla regione Emilia – Romagna. Luogo pregno di fascino entrando nel quale si ha realmente l’impressione di respirare un’atmosfera di comunione tra i “vivi” ed i “morti”. Ho dovuto tristemente constatare che molte delle persone che in qualche modo si ritrovano in quel posto vi arrivano spinte da qualche infausto evento di natura personale. Lutti non elaborati, sofferenze interiori non espresse e l’impossibilità di accettare una dipartita, magari prematura, sovente fungono da motivazione per interessarsi alla medianità al fine di ottenere una qualche forma di contatto con gli affetti “perduti”. Durante i seminari del tardo pomeriggio, seduti nell’ampia sala del seminterrato, questa cosa diventata ancor più evidente. Volti tesi ed una certa rigidità interiore mi segnalavano i casi di cui prima e non potevo fare a meno di immedesimarmi in quelle situazioni. In una simile condizione probabilmente anche io avrei agito come loro, benché il mio interesse verso il mondo sottile sia una costante che mi accompagna sin dalla fanciullezza.

Ho potuto anche constatare come, persone colpite da lutti, scoprano di possedere facoltà medianiche che riescono in qualche modo a far recuperare loro un certo equilibrio dopo la perdita subita. Onestamente ho sempre considerato con sospetto questo genere di medianità dal momento che la nostra coscienza facilmente si convince della verità di quelle “realtà” ritenute piacevoli. Tuttavia come criticare persone che, in situazioni difficili, trovano rifugio e sollievo attraverso questa modalità? La pietà umana lo impedisce ed il comune buon senso lo sconsiglia.

Ecco quindi che alcuni “medium”, in assoluta e piena buona fede, canalizzano messaggi la cui provenienza è in realtà ascrivibile alla loro stessa psiche inconscia, ossia a quelle numerose sub – personalità di cui abbiamo già parlato in precedenti articoli. In questi casi i messaggi ricevuti hanno spesso tonalità vagamente benevole e genericamente rassicuranti. Per potersi occupare di questioni spiritiche in modo equilibrato non si può prescindere quindi da una serie di competenze psicologiche e da un percorso interiore. Conoscere profondamente noi stessi e le nostre componenti intime infatti ci consente anche di riconoscere cosa proviene dalle nostre profondità e cosa, invece, proviene da “altrove”.

Tornando alla serata spiritica, la medium mi aveva ricevuto con calore. Tutti i presenti erano raccolti intorno ad un grande tavolo di un signorile appartamento di Bologna. Sul desco era presente una statua di San Michele Arcangelo e numerosi calici di vino affianco ai quali erano sistemati dei pezzi di pane, simboli della duplicità dell’aspetto umano, spirituale e corporale. Apprendevo in quel momento che era necessario “comunicarci” e pregare. Terminato questo rituel d’entreé le sedie erano state disposte a ferro di cavallo facendo in modo tale che la padrona di casa occupasse lo scranno centrale. Tutte le medium presenti avevano a disposizione alcuni fogli di carta ed una penna. Si entrava nel vivo e le penne avevano iniziato a muoversi guidate, forse, da mani invisibili. Il tempo sembrava non passare mai e devo dire che trovarsi in quella situazione faceva un certo effetto, come trovarsi sulla soglia di un altro livello di esistenza, con il volto sprofondato nell’abisso di un insondabile mistero. Ecco che, infine, l’ultima medium aveva riposto sul tavolo la sua penna e, ordinatamente, ognuna di loro leggeva il messaggio ricevuto. Nomi di famosi santi cristiani e di altrettanto famose entità che spesso riecheggiano negli ambienti spiritici avevano posto la loro firma in calce a quelle comunicazioni. Avevo la forte impressione che alcune fossero troppo “buoniste” per essere vere, dal momento che l’eccesso di “zucchero” mi desta sempre dei dubbi, mentre altre sembravano essere più “spesse” e pregne di significato. Difficile in ogni caso distinguere l’autentico dal falso inconsapevole attraverso la telescrittura.

Altri tipi di medianità invece lasciano meno spazio a dubbi, come ad esempio quella che viene definita manifestazione a voce diretta, nella quale le entità “parlano” attraverso una specie di cassa sonica formata da ectoplasma all’interno della stanza dove ha luogo la seduta spiritica, senza sfruttare gli organi fonatori del medium, come ad esempio avveniva nel caso dell’ inglese Leslie Flint. Un’altra forma di medianità, che si riscontra con maggior frequenza, è quella della così detta incorporazione dove le entità sfruttano il corpo del medium ed il suo apparato vocale per parlare, come nel caso del famoso Cerchio Firenze 77, che si riuniva intorno al medium Roberto Setti.

Nel salutare voi tutti gentili lettori, inserisco una delle registrazioni relative al gruppo medianico fiorentino.

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