Vampiri allo specchio

Dalla mia rubrica eso-pensieri di Avalon Giornale, 5 ottobre 2015

Molte sono le leggende che circolano intorno alla figura del vampiro. Nel precedente articolo ho sottolineato come tutte le volte che ci troviamo davanti ad un racconto tramandato di generazione in generazione dobbiamo sempre interrogarci sul significato profondo di quest’ultimo. Spesso infatti le tradizioni popolari in merito ai Revenant nascondono insospettabili significati che trovano un loro senso se riportate sia su un piano psicologico che su quello sottile ed esoterico.

Senza dubbio tra le credenze più celebri che riguardano i vampiri ci sono quelle relative agli specchi ed al fatto che la loro immagine non venga riflessa su di questi.

Un rebus simbolico che potrebbe trovare una spiegazione all’interno di tutte le altre leggende che riguardano questo oggetto il quale, sebbene di uso quotidiano, è sempre stato di rilevante interesse in ambito occultistico.

In alcuni contesti esoterici legati alla magia in effetti, lo specchio viene utilizzato come “porta di passaggio” da usare come transito per le entità sottili che possono venire invocate dall’operatore per i suoi propri scopi.

In effetti non si tratta di un’idea molto lontana dall’uso che normalmente facciamo di questo oggetto. “Riflettiamoci” un attimo. Quando la nostra immagine compare allo specchio é come se potessimo guardare una parte di noi che si muove al “negativo”. Se alziamo il braccio destro lo specchio “risponderà” alzando quello sinistro.

Ecco dunque che lo specchio “anima” un nostro “negativo”, un “noi” che è il nostro esatto contrario. Volendo dare una lettura simbolica di questo fatto si potrebbe dire che il nostro corpo fisico è “al di qua” dello specchio mentre il nostro corpo sottile è “al di là” dello stesso oggetto, intrappolato in un altro regno di cui noi non possiamo avere contezza.

Siamo quindi giunti a due concetti fondamentali che possiamo indicare, semplificando un po’, con i termini di “al di qua”, luogo dove sono i vivi, e “al di là”, luogo dove risiedono le anime, ed ognuno di noi è composto da queste due parti che gli antichi greci indicavano come Soma (corpo) e Psiché (anima).

Si parlava per l’appunto di anime … ma a quale destino sono chiamate le anime dei “non morti”, come vengono generalmente definiti i vampiri?

Che fine fanno coloro che non hanno esalato il loro ultimo respiro in quanto sospesi tra due mondi? In che posizione si trovano rispetto ad uno specchio?

La terminologia latina indica questa condizione di “sospensione” con le parole “Non expiratum”, termine da cui la tradizione rumena per corruzione ha tratto il lemma “Nosferatu”.

Ecco dunque che, essendo rimasta intrappolata tra due regni, l’anima del vampiro risulta invisibile allo specchio.

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