Quel diavoletto con le corna

Dalla mia rubrica eso-pensieri di Avalon Giornale, 23 aprile 2015

Un vecchio detto popolare che tutti conosciamo dice che quando si parla del diavolo spuntano le corna. Questo attributo, che a molti ancora oggi incute un certo timore, in realtà ha origini nobili ed antiche e solo negli ultimi due millenni ha iniziato ad assumere un tono “sinistro”.

La cattiva pubblicità, mi si passi il termine, ha avuto avvio quando la cultura cristiana ha iniziato a prendere il sopravvento sull’antica religione pagana, tentando in ogni modo di soppiantare la preesistente tradizione. Ecco dunque che qualsiasi divinità avesse in precedenza occupato uno spazio nei cuori dei fedeli prima di quella cristiana doveva necessariamente essere collegata con il demonio.

Abile mossa di “politica religiosa” che ebbe, sul lungo periodo, l’effetto sperato. Fin qui sembra essere tutto chiaro, tuttavia resta da illustrare perché il diavolo abbia le corna e da chi abbia ereditato questo visto attributo.

Percorrendo a ritroso la linea della storia troviamo che l’antichità pagana ci ha consegnato numerose divinità cornute le quali, nei differenti contesti delle popolazioni dove erano oggetto di venerazione, prendevano nomi diversi mantenendo tuttavia una serie di significati archetipici piuttosto simili.

Facendo una breve carrellata potremmo citare il Dio greco Pan, il Dio latino Silvano e il Dio celtico Kernunnos.

Tutte queste divinità avevano lo stesso aspetto fisico: un volto selvaggio che ricordava vagamente quello di un capro, le corna e, frequentemente, zoccoli al posto dei piedi. In pratica l’aspetto che l’iconografia cristiana finì per attribuire al diavolo così come oggi si è fissato nell’immaginazione collettiva.

La saggezza antica tuttavia aveva colto dei significati profondi che la successiva cultura cristiana finì col dimenticare o, peggio ancora, col censurare. Nel dedicare un culto a questa divinità cornuta si voleva infatti esprimere e dare spazio al rapporto profondo che l’essere umano ha con la natura e con i suoi ritmi. Vivere in armonia con gli anima-li e riconoscerli come parte di noi e della nostra psiche profonda porta naturalmente all’immagine di un essere vivente che racchiude in se l’aspetto umano e quello bestiale.

In Bretagna l’importanza di tale divinità era tale che nel convertirsi al cristianesimo la popolazione locale si inventò un San Corneli, un santo con le corna. Questo santo è poi in buonissima compagnia dal momento che anche Mosè, scendendo dal Sinai dopo aver ricevuto le tavole della legge, stando a quanto afferma l’Antico Testamento, aveva un bel paio di corna.

Nulla di cui aver paura dunque, semmai la paura nasce proprio dal non riconoscere in se questa componente animale che ci tiene collegati alla vita ed ai suoi cicli di morte e rinascita.

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