Mater Materia

Dalla mia rubrica eso-pensieri di Avalon Giornale, 16 maggio 2013

Mater Materia - Valerio Ivo MontanaroCi sono moltissimi modi di approcciarsi ai sogni, ed ognuno di questi porta con sé potenzialità e limiti. Capita spesso negli ambienti esoterici che l’aspetto onirico sia preso in considerazione senza tenere debito conto dei risvolti psicologici, così come un approccio esclusivamente analitico spesso fallisce nell’instradarci verso altre potenzialità cui la porta dei sogni può introdurci. Fede e ragione hanno molte occasioni per non andare d’accordo ma una buona mediazione può essere quella di ridare un senso alle parole che ne restituisca l’aspetto essenziale. La parola “psicologia” significa letteralmente “discorso sull’anima”, e quindi in origine si riferiva a quell’elemento sottile e impalpabile che, appunto, “anima” l’essere umano. E’ importante sottolineare questo passaggio perché una corretta interpretazione etimologica di questo termine mostra come psicologia ed esoterismo siano in realtà strettamente correlati tra di loro. A giusta ragione, come osserva anche il Dott. Gabriele La Porta, potrebbero essere definiti psicologi ante litteram personaggi come Marsilio Ficino, Pico della Mirandola ed altre grandissime ed autorevoli voci che durante quella straordinaria stagione storica che fu il rinascimento italiano, si occupavano di tematiche legate alla cabala e all’astrologia.

Nella psicologia junghiana spesso si affronta il tema degli archetipi, intendendoli strictu sensu come funzioni interiori aventi lo scopo di farci adottare il giusto comportamento in situazioni tipiche. Una madre potrà svolgere bene il suo ruolo perché esiste già in lei una funzione psicologica orientata alla cura della prole, così come un soldato potrà attivare tutte le sue risorse interiori in caso di pericolo avendo già in sé le potenzialità psicologiche del guerriero. La natura ci aiuta anche in questo modo, facendoci riscoprire sia attraverso i sogni sia nella vita diurna quegli Dei che per gli antichi erano Cerere, l’aspetto materno, e Marte, quello combattivo. Molte le divinità e molte le funzioni e le potenzialità che portiamo in noi. Anche quella di “morire” per “rinascere”. A tal proposito vorrei portare come esempio un mio sogno:

“Sono in una piazza dove nel centro é sistemato un altare. Davanti a questo altare c’è una figura femminile, girata di spalle, di cui avverto la potente negatività. Noto la pelle nera e l’abbigliamento da guerriera dell’antichità. Mi rivolgo a lei con queste parole ‘Salve a te, Nigra Veneris’. Lei mi chiede di seguirla. Iniziamo a scendere lungo una caverna che è stata aggiustata a mo’ di discoteca. Dentro ci sono diverse persone che ballano in un’atmosfera che ha qualcosa di infernale. Più ci inoltriamo in profondità e più gli ambienti si fanno scuri. Ad un certo punto sul corpo di questa figura femminile vedo comparire della lame che iniziano a ruotare facendo strage delle persone. Il sogno cambia scena e mi ritrovo nel punto più basso della caverna di cui prima. Le pareti sono fatte di carne e so che è Lunedì. Questa cosa è importantissima perché so che essendo il primo giorno della settimana, quello che sto vivendo è il momento in cui tutto si rigenera e diventa completamente nuovo. So inoltre che quel periodo di tempo dato alla completa rigenerazione, è riservato solo a quelle persone che hanno scelto volontariamente di rinnovarsi. Per ‘terra’ c’è uno strato d’acqua che io so possedere il vero potere rigenerante. Questa acqua, benché trasparente, ha con se una forza ‘magnetica / argentea’ potentissima. Prendo consapevolezza di trovarmi all’interno di un’enorme vagina. Vedo un animale delicato che si immerge in questa acqua e che, in seguito a questa immersione, si trasforma in una specie di piccolo armadillo verde, dalla corazza nuova, lucida e scintillante. Successivamente vedo un gambero dalla corazza screpolata in più punti immergersi e riemergere con la corazza perfettamente nuova.”

Ogni passaggio evolutivo interiore prevede una fase di morte del “vecchio”. Questa passaggio ricade sotto la responsabilità di un “archetipo” molto particolare ed estremamente importante, che nell’antica area mesopotamica veniva indicato con il nome di Lilith, una divinità femminile di cui la successiva cultura patriarcale di origine ebraica sottolineerà solo gli aspetti demoniaci. Tema sul quale avremo modo di tornare. In ogni caso stiamo parlando di quell’attimo in cui le forze distruttive entrano in campo per spazzare tutto ciò che non ha più ragion d’essere. Nella prima parte del sogno questa fase è rappresentata dalla “Venere Nera” che uccide le persone all’interno del tunnel.

Compiuto questo primo passaggio si ha la successiva rinascita. Non a caso il sogno si svolge all’interno di un gigantesco utero e di lunedì, primo giorno della settimana, legato per l’appunto alla luna ed alla dea che presiede alle nascite, Diana. Un animale tenero si immerge nell’acqua uscendone molto più resistente ed un granchio (ricordate la lama dei tarocchi che rappresenta la luna?), con la corazza screpolata immergendosi nell’acqua della guarigione, come accade in molte leggende medioevali legate a fonti miracolose, riesce completamente risanato. Queste sono solo alcune delle potenzialità del femminile.

L’utero nel quale la scena onirica mi ha portato è assimilato nell’esoterismo di matrice ebraica alla sephira Yesod, porta di congiunzione tra il piano “astrale”, che oggi viene chiamato “inconscio” e quello materiale. La “realtà” che i nostri sensi normali riescono a percepire affonda le sue radici altrove…ma questo sarà un argomento che tratteremo nel prossimo articolo.

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