Maria Maddalena e le altre. Un incontro con Paolo Riberi. Seconda parte.

In cosa differisce la Maddalena “canonica” da quella gnostica?

Nei vangeli gnostici, Maria Maddalena è l’esemplificazione narrativa del rivalutato ruolo della donna di cui parlavo poc’anzi. Più che una “fidanzata” (come vorrebbe una nota lettura del Vangelo di Filippo proposta da Lincoln, Baigent e Leigh e rilanciata dal celebre romanzo Il Codice da Vinci di Dan Brown), Maria Maddalena risulta semmai un tredicesimo apostolo a cui Gesù rivela gli insegnamenti segreti più importanti, ossia le dottrine gnostiche.

Maria diventa quindi un’antesignana delle maestre e profetesse gnostiche, e viene espressamente designata da Gesù come suo successore e capostipite della Chiesa delle origini, suscitando l’ostilità di Pietro. Difficile capire cosa ci sia di storico in questo racconto: quel che è importante è cogliere come i vangeli apocrifi traspongano nella narrazione il successivo conflitto tra chiesa delle origini e gnosticismo, e tra patriarcato e leadership femminile.

Nei vangeli canonici, invece, Maria Maddalena è un personaggio oggettivamente molto importante per il ruolo rivestito a livello narrativo (si pensi al racconto della scoperta della tomba vuota!) che però viene relegato in una condizione di totale silenzio da una voce narrante che, evidentemente, dimostra di conoscere molto poco del suo punto di vista sui fatti, focalizzandosi invece sulla storia dei tre apostoli maggiori, che evidentemente sono la fonte principale del racconto.

È possibile che gli gnostici abbiamo colto l’occasione di questo sorprendente vuoto narrativo per colmarlo con le proprie dottrine, facendo di Maria una loro antesignana. O forse c’è un fondo di verità… Difficile a dirsi! Ciò che resta avvolto nel mistero sono il pensiero e il ruolo della Maddalena storica, che evidentemente aveva un ruolo di grande spicco – insieme con numerose altre donne – nel gruppo dei discepoli di Gesù.

Alcuni storici affermano che lo gnostico Valentino sfiorò l’elezione al soglio di Pietro. Come fu possibile una cosa del genere?

Non è affatto sorprendente: tra gli gnostici delle origini, Valentino era indubbiamente uno dei capiscuola più carismatici, e proponeva uno gnosticismo molto più vicino alle posizione del cristianesimo rispetto a quello delle altre correnti. Oggi pensiamo a questo fenomeno storico come a una realtà marginale, nata all’ombra della Chiesa ufficiale e diffusa in poche sette isolate: in realtà, come testimoniano molte fonti antiche, lo gnosticismo ebbe inizialmente una diffusione molto ampia anche all’interno delle istituzioni ecclesiastiche, e per qualche tempo sembrò perfino superare il cristianesimo. Solo in un secondo momento, quando fu chiaro il predominio della Chiesa, la gnosi scelse una posizione più settaria e radicale, intensificando la sua natura esoterico-iniziatica.

Che rapporto c’era tra il cristianesimo ortodosso ed i vari movimenti gnostici? Come mutò nel tempo questo rapporto?

Inizialmente tutti questi movimenti coesistevano, influenzandosi reciprocamente e dando vita a scritti ibridi molto curiosi, quali ad esempio il Vangelo di Pietro e il Vangelo di Tommaso. Poi, quando assunsero fisionomie molto più nette, ebbe inizio un conflitto polemico aperto che condusse la Gnosi ad allontanarsi sempre più dalla Chiesa ufficiale, trasformandosi in un movimento più marcatamente esoterico ed estraneo al cristianesimo.

I Padri della Chiesa, dal canto loro, erano soliti ridurre l’intero universo gnostico ad una mera branca eretica del cristianesimo, e hanno dedicato numerosi scritti a esaminare e confutare minuziosamente le teorie di questi pericolosi oppositori. Per un’ironia della sorte, così facendo hanno dato un contributo inestimabile alla conservazione del loro pensiero e dei contenuti delle loro opere!

Il fenomeno dello gnosticismo si è realmente concluso col finire del mondo antico? Esistono gnostici “moderni”?

Per rispondere a questa domanda ci vorrebbe un libro ad hoc, e non è detto che non ci stia già lavorando proprio in questi giorni! Ho già affrontato il tema con Pillola Rossa o Loggia Nera?, e conto di ritornarci: lo gnosticismo sta conoscendo proprio in questi anni una straordinaria resurrezione su vastissima scala nella cultura pop contemporanea, ispirando film, serie tv, album musicali, romanzi e fumetti.

Due esempi su tutti: la trilogia cinematografica di Matrix e i romanzi di fantascienza di Philip K. Dick. Ma la lista potrebbe proseguire a lungo, con esempi celeberrimi e talvolta insospettabili.

Ma a ben vedere non si può parlare di una riscoperta dello gnosticismo dopo millenni di silenzio: dal Manicheismo ai Catari medievali, passando per un certo ramo della Qabbalah ebraica e per William Blake, questo movimento è sopravvissuto in molte forme nel corso dei secoli, trasformandosi di fatto nel “quarto grande monoteismo”. Avendo tuttavia una natura fortemente esoterica, molto spesso la gnosi scelse di rimanere in posizione sotterranea, lontano dalle luci della ribalta, aspetto che rende il suo contributo tanto pervasivo quanto semisconosciuto.

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