L’ombra dell’Occidente. Proiezioni sociali che alterano la realtà

Dalla mia rubrica eso-pensieri di Avalon Giornale, 4 aprile 2016

Ogni volta che la cronaca viene funestata da qualche atto terroristico i social network vengono invasi da post che sembrano riassumere lo specchio di tante situazioni che si muovo nell’animo di noi occidentali. Naturalmente tragedie di questa portata sono terribili e suscitano in tutti noi reazioni viscerali poiché, quando a parlare è il sangue, inevitabilmente vengono coinvolti livelli istintuali.

Da buon alchimista, in tutta questa oscurità, ho cercato di vedere cosa potesse portare ad un’ “albedo” cioè a quell’elemento chiaro che, estratto dal buio, possa divenire quella materia sottile utile per lo sviluppo interiore e per una riflessione sulla nostra civiltà.

Tra i commenti letti in questi giorni molti riconducevano tale situazione decisamente spiacevole a questioni di natura economica. Si combatte per il petrolio, per i dollari, per trarre profitto con la vendita di armi ecc. ecc.. Anche il Papa sembra aver sposato questo indirizzo. Si vede in ultima analisi l’economia come motore occulto capace di scatenare pulsioni violente e mortifere. Esprimendo il mio personale parere non posso che discostarmi da un simile modo di concepire le cose. Per esperienza ho visto persone cercare di uccidersi perché tifose di squadre calcistiche diverse, perché appartenenti a partiti politici differenti, perché residenti in quartieri diversi della stessa città e per un elenco piuttosto lungo di simili ed inutili corbellerie.

Una scusa buona per uccidere qualcuno è sempre possibile procurarsela fino a quando non si decide di “stare” ed “ascoltare” il motivo che ha così profondamente scosso la sfera istintuale da metterla in condizione di attivarsi a tal punto da non vedere altra soluzione che quella di ricorrere alla violenza. Ecco dunque che il nostro inconscio si rivela essere la chiave di volta in grado di fornirci il motivo cui prima facevo riferimento.

Carl Gustav Jung aveva correttamente osservato che le proiezioni e controproiezioni del nostro inconscio sono valide non solo a livello personale ma anche a livello sociale e culturale. Quella parte del mondo che, quindi, vive secondo i canoni della cultura che noi siamo usi definire “occidentale” basandosi su un’economia di mercato, finisce per proiettare i contenuti oscuri di quest’ultima sul resto del mondo. In tal modo diventa molto semplice scivolare sulla buccia di banana per la quale dietro ogni cosa si nasconde necessariamente una motivazione collegata con il profitto senza scrupoli, che, non a caso, rappresenta la parte disgregata e distruttiva dell’economia.

Guardare il mondo attraverso questa lente deformante ci impedisce di vederlo per come è realmente e, cosa decisamente più pericolosa, ci costringe a cercare il “nemico” fuori di noi. Ecco quindi che assistiamo alla nascita di miti e leggende come quella, tra le più gettonate, di un “grande vecchio” che controlla occultamente i destini del mondo per i suoi propri tornaconti economici. Il discorso è sempre quello, che sia la massoneria, i rettiliani o il famigerato gruppo Bilderberg, qualcuno ha qualcosa da guadagnare e tutto quello che accade, attacchi terroristici compresi, altro non sono che abili ed occulte manovre per governare il mondo da dietro le quinte.

Senza dubbio esisteranno anche dei gruppi che cercano di far andare le cose come torna a loro vantaggioso, la storia lo insegna, tuttavia questa cosa non deve trasformarsi in quel comodo alibi utilizzato dai più per non farsi carico del lavoro sulla propria personale ombra.

Se il mondo va come va perché l’essere umano è quello che è, iniziamo a lavorare su quella parte che è di nostra pertinenza, cioè noi stessi.

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