Le radici esoteriche della libertà

Dalla mia rubrica eso-pensieri di Avalon Giornale, 16 gennaio 2015

Denis Diderot, Charles-Luis de Secondat barone di Montesquieu, Francois Marie Auret, meglio conosciuto come Voltaire, e molti altri ancora…

La libertà di cui godiamo nasce dalle idee elaborate da questi giganti del passato. Pochi sanno tuttavia che queste persone avevano in comune qualcosa oltre ad essere francesi. Erano tutti e tre iniziati alla Massoneria.

Forse non avete mai avuto modo di guardare il manifesto della Dichiarazione dei diritti dell’Uomo elaborato durante il periodo della rivoluzione francese. E’ un documento di estremo interesse anche perchè, se osservato bene, svela qualcosa di inaspettato.

Infatti, a capo di questo manifesto, compaiono tre evidentissimi simboli massonici.

Tra un confronto in loggia ed un caffè allo storico locale parigino “Procope”, grazie a questi straordinari personaggi prendevano forma concetti quali la divisione dei poteri dello stato, l’idea di democrazia come oggi la intendiamo, l’idea di libertà di espressione che tanto ci è cara.

Libertà per abolire la quale, solo pochi giorni fa, abbiamo assistito alla mattanza perpetrata a Parigi da alcuni folli fanatici che appropriandosi criminalmente del nome di islamici hanno sparso del sangue innocente.

La libertà non è gratis e non lo è mai stata. E’ bene ricordare questa cosa, specie nel nostro vissuto quotidiano, dove spesso tutto sembra scontato e dovuto, portando così le persone a dimenticare i sacrifici che sono stati fatti in nome di questa parola. La libertà si conquista. Lo sapeva bene un altro celebre massone, Giuseppe Garibaldi, che non pago di aver reso libero l’Uruguay nell’America del sud si ritrovò a combattere nello stivale per rendere anche al suo paese questo straordinario dono.

La libertà conquistata non è per sempre, la si deve difendere costantemente. Questo lo sanno bene tutti i componenti delle Forze dell’Ordine che rischiano la propria vita ogni giorno e lo sapevano bene anche Frank Brinsolaro, Ahmed Merabet e Clarissa Jean-Philippe, i tre agenti uccisi in questo ultimo insensato massacro terroristico avvenuto a Parigi.

Come islamico probabilmente Ahmed Merabet avrebbe criticato le vignette irriverenti di Charlie Hedbo sul Profeta Maometto, purtuttavia era lì, sotto la redazione a compiere il suo dovere di vigilare su quei giornalisti. Come altri é morto per difendere il diritto alla libera espressione di un gruppo di vignettisti la cui satira graffiante non ha mai provocato nulla di più grave che qualche risata o, al massimo, la seccatura di chi, da quei sagaci tratti di matita, si sentiva preso in giro.

Ahmed è morto per difendere un valore che, tre secoli prima di lui, un massone aveva intuito. Succhiando dalle radici della scienza esoterica la linfa del nascente illuminismo, costui aveva infatti osato affermare:

Di tutte le superstizioni, la più pericolosa è quella di odiare il prossimo per le sue opinioni“.

Chi era questo iniziato?

Voltaire. Anche lui, nei suoi scritti, irriverente e graffiante come la satira di Charlie Hebdo.

Grazie Ahmed, grazie Voltaire e grazie Francia per questa lezione di libertà.

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