Il Vangelo delle Streghe

Dalla mia rubrica eso-pensieri di Avalon Giornale, 25 ottobre 2015

Risalendo le valli dell’Appennino Tosco – Romagnolo sono tante le storie che si sento in merito alle vecchie tradizioni che solo fino a pochi anni orsono erano ancora vive e praticate dalle genti del posto. Tali tradizioni, afferenti a pratiche magiche popolari, sembrano accordarsi alla perfezione con il paesaggio montano. In fin dei conti anche gli eretici Catari e le loro pratiche singolari si estesero e trovarono rifugio nelle montagne del sud della Francia e tra i Pirenei. Si ha quasi l’impressione che uno spirito di indipendenza “dell’anima” aleggi tra le vette e le valli e che questo si rifletta sugli abitanti dei luoghi di cui stiamo parlando.

La grande maggioranza delle pratiche magiche ancora in uso in questi posti sono gli ultimi epigoni di antichissimi rituali pagani i quali, nonostante la cristianizzazione ormai bimillenaria di gran parte dell’Europa, ancora resistono.

Nella tradizione stregonica italiana una delle dee di riferimento cui rivolgersi in caso di necessità è senza dubbio Diana. Di seguito riporto una delle preghiere con le quali era usanza rivolgersi a lei:

“Grande Diana!

Tu che sei la regina del cielo, della terra

e degli inferi – si, tu che sei

la protettrice di tutti gli infelici,

dei ladri e degli assassini, e anche delle donne

che conducono una vita malvagia, e che tuttavia sai

come la loro natura non fosse malvagia, tu, Diana

hai dato loro ancora qualche gioia nella vita.

Possa davvero un’altra volta

scongiurarti e dirti che non avrai pace

o felicità, perché sempre sarai

tra le pene fino a che non esaudirai

la grazia che in fede ti chiedo!”

Questa singolare preghiera si chiude con un’altrettanto singolare ma chiarissima minaccia a Diana. Per spiegare questa apparente contraddizione bisogna ricordare che i territori interessati da queste pratiche erano stati per secoli sotto la dominazione celtica. Nella religione praticata da questo misterioso popolo accadeva che i Druidi potessero arrivare, in caso di richieste particolarmente importanti, a lanciare un “Geis” (maledizione / ingiunzione) nei confronti della divinità interpellata se questa non avesse acconsentito alla richiesta.

Nel prossimo articolo approfondiremo la tematica di queste “maledizioni” druidiche.

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