Il culto degli antichi Dei. Un’intervista all’archeologo Dott. Giuseppe Barbera – Seconda parte.

Ipazia è forse l’esempio più emblematico di come il rapporto tra libera ricerca filosofica e dogma possa assumere risvolti tragici. Quale tipo di rapporto è possibile tra la filosofia e un articolo di fede?

Bisogna fare attenzione alla propaganda moderna. Ipazia era sì una filosofa, ma era innanzitutto una vergine del tempio di Serapide, figlia del Rettore del Santuario, dunque una figura religiosa. A causa del suo carisma venne perseguitata perché metteva in dubbio tutto ciò che propagandavano i cristiani di Alessandria. Ad esempio i cristiani dicevano che il miracolo era tipico solo del cristianesimo, mentre numerose attestazioni archeologiche mostrano offerte votive al Serapeo di gente che era stata miracolata dalle proprie malattie. Idem nei numerosi templi terapeutici del mondo antico, tra i quali numerosi miracoli sono menzionati in iscrizioni rinvenute presso l’Asclepion dell’isola Tiberina a Roma. I filosofi antichi, soprattutto quelli di stampo platonico e pitagorico, erano iniziati ai misteri (non dimentichiamo che spesso Platone pone il freno ad alcuni argomenti sottolineando che quella è materia misterica per iniziati e che non può essere trattata in pubblico). Il problema non è il rapporto tra filosofia e fede, ma tra paganesimo e cristianesimo. Le Tradizioni Classiche tendono a preservare la scienza ed adattano le loro teologie alle scoperte scientifiche: non a caso le attuali teorie del big bang sposano benissimo la teogonia di Esiodo (il Caos delle origini, materia informe, energia, che si surriscalda per la presenza di Eros in esso, l’eupaco della scienza, per dar vita alla materia cosmica nel cielo, Urano, da cui nascono materia e tempo, Saturno, gestiti dalla legge di attrazione, Venere, che a loro volta si muovono secondo leggi matematiche, Giove Dio della Legge che prende il dominio sul Saturno, materia, e governa i cieli ed il mondo), mentre entrano in conflitto con le favole bibliche. L’affermazione violenta del cristianesimo è riuscita a far credere che i superstiziosi fossero i pagani anziché l’incontrario. Nel paganesimo non serve la fede: chi lo pratica ha riscontri materiali e scopre una matematicità che regola il rapporto tra rito eseguito con i dovuti criteri e risultato, mentre nella religione cristiana, dove il risultato tarda ad arrivare, anzi a volte non giunge mai, necessita imporre il concetto di fede. Dunque nella pratica pagana esiste una scientificità e si può parlare di scienza del tempio, pertanto è normale trovare scuole scientifiche nei templi, mentre il cristianesimo necessita di scrivere lettere, vangeli, trattati teologici, imporre dogmi, fare promesse per il futuro post mortem ecc. per convincere i neofiti e gli adepti. Ripeto, nel paganesimo non esisteva lo scontro tra scienza e religione, esso venne ad esistere nel cristianesimo perché quest’ultimo era considerato illogico ed irrazionale. Pitagora, massimo scienziato del mondo antico, era innanzitutto un iniziato ai misteri, un sacerdote ed un pontefice, il quale creò importanti riforme religiose in Magna Grecia ed utilizzò la matematica per spiegare i più alti principi della “religiosità” pagana.

Oggi assistiamo ad un fenomeno di rinascita dei culti precristiani in diverse parti d’Europa. A suo avviso quale spiegazione è possibile dare a questo avvenimento?

L’uomo moderno diviene sempre più scientifico e meno fideistico, ed avendo il paganesimo una matrice teologica scientifica è destinato ad affermarsi in questo nuovo mondo, perché risponde perfettamente alle esigenze della nuova società.

Da dove è nata l’idea di creare l’Associazione Tradizionale Pietas e per quale motivo è stato deciso questo nome?

Alcune persone, proveniente dal filone della tradizione classica italica, ermetica, pitagorica e neoplatonica, rendendosi conto del cambiamento d’epoca avvenuto con l’ingresso nel nuovo millennio, visto il cambiamento della società, divenuta finalmente tollerante, hanno deciso di fondare un punto di riferimento fisso che potesse dare sussidio a chiunque volesse affrontare con serietà, coscienza e consapevolezza la Tradizione Classica, in particolar modo in un momento storico come quello attuale, dove vige un’ampia tendenza al paganesimo ma anche numerosi elementi confusi reperibili sulla rete che facilmente possono deviare da una spiritualità sana ed eticamente forte. Pietas nasce con l’intento di dare un riferimento serio e concreto a chi vuole realmente affrontare il percorso spirituale della Classicità.

Pietas è il sentimento religioso per eccellenza dei Romani. Inizialmente, ci informa Cicerone, il termine Pietas rappresentava  il doveroso amore e rispetto che doveva coltivarsi reciprocamente tra coniugi, successivamente questo concetto d’amore, molto forte nel Lazio antico, venne trasposto agli Dei per coltivarne il rapporto (cultus ex colere), posteriormente venne rivolto allo stato, struttura sociale realizzata sotto la tutela degli Dei per portare il diritto e la giustizia tra gli uomini col fine di creare una popolazione civile.

Per praticare la Tradizione Classica è innanzitutto necessario incarnare i valori e le virtù della Pietas, perciò  abbiamo scelto tale nomenclatura per la nostra associazione di cultura tradizionale.

Quali sono le caratteristiche della spiritualità del mondo antico che a suo avviso è necessario recuperare?

E’ sufficiente riscoprire ed incarnare la Pietas, un valore fondamentale, per mutare la società in meglio e per risolvere la crisi di valori che l’occidente sta affrontando. Proponendo il valore della Pietas tutto potrà migliorare, dalla vita quotidiana dei singoli sino alle sfere alte della politica.

Come Associazione Tradizionale Pietas svolgete funzioni cultuali agli Dei?

Certamente. Abbiamo fondato Templi appositamente per fare ciò e perché ognuno che fosse intenzionato ad avere un luogo dove praticare potesse vedere soddisfatta la propria libertà d’azione religiosa. A Roma vi è un Santuario della Pietas con templi a Giove, Apollo e alla Dea Roma; ad Ardea abbiamo fondato un santuario dedicato ad Apollo; a Pordenone uno dedicato a Minerva Medica e così via. Tramite il nostro sito ufficiale www.tradizioneromana.org è possibile raccogliere tutte le informazioni necessarie ed avere i riferimenti per visitare i nostri templi. Rispettare ed Amare le Forze della Natura, la nostra Terra, i nostri Mari, il nostro Sole, La Luna, le stelle, venerare la Fauna e la Flora, rispettare la vita in ogni suo aspetto, tutto ciò è Pietas. L’atto di culto è un metodo, non unico ed esclusivo, ma utile per rapportarsi in maniera diretta con le Forze che gestiscono i due cosmi: l’universo che ci circonda ed il microcosmo di Dei che esiste dentro di noi.

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