Il buon vecchio Drac. Un antico e nobile Vampiro…

Dalla mia rubrica eso-pensieri di Avalon Giornale, 2 giugno 2015

Ha quasi seicento anni ma li porta benissimo. La disinvoltura con cui passa attraverso i secoli mantenendosi giovane ha del prodigioso e la sua atleticità non conosce rivali.

Da sempre noto nell’Europa orientale, ma anche in molte altre culture del mondo, nell’ultimo secolo e mezzo ha conosciuto una straordinaria fama anche da noi grazie a scrittori come Bram Stoker e, prima di lui, Sheridan le Fanu e John Polidori, senza contare l’apparizione dei suoi “figli” in moderne trasposizioni cinematografiche come Twilight.

Il nobile dal “sangue” blu, come avrete intuito è noto a tutti con il nome di Dracula, anche se il suo titolo nobiliare era molto più elevato rispetto a quello di conte. Il personaggio storico dal quale lo scrittore irlandese Stoker prese le mosse era infatti un “Voidova”, termine che nelle lingue slave sta ad indicare una dignità principesca.

Nato nella prima metà del 1400 (1431 per l’esattezza), ereditò da suo padre il principato di Valacchia, regione situata a sud dell’odierna Romania. Erano tempi difficili, da Nord l’ostilità delle popolazioni sassoni si faceva via via più forte mentre da sud incombeva la minaccia enorme dell’Impero Ottomano ed il suo progetto di convertire all’Islam il mondo intero.

All’interno di un simile scenario non c’era spazio per sentimenti di pietà o per le mezze misure. Non appena Vlad Tepes III prese il potere (questo è al secolo il nome di Dracula), organizzò una cena di benvenuto per tutti i maggiorenti del suo principato i quali avevano tuttavia la sgradevole abitudine di far decadere a loro piacimento i vari principi che nel corso del tempo si erano succeduti sul trono della Valacchia. Quale ghiotta occasione per Vlad che, in un sol colpo, fece uccidere gran parte dei suo invitati, lasciandone alcuni in vita come suoi schiavi.

Sgombrato il campo dalla minaccia interna si rivolse verso la minaccia dei Turchi che sconfisse a più riprese in diverse battaglie nonostante la netta inferiorità numerica. La sua ferocia era nota ai suoi soldati e come monito al Sultano Mehemet fece impalare tutti gli islamici che vivevano sul suo territorio. Questa forma di tortura evidentemente doveva incontrare i suoi gusti visto che più di una volta la inflisse ai suoi oppositori. Tra le sue abitudini c’era quella di farsi apparecchiare la tavola in mezzo a queste “foreste” di impalati.

Una persona senza dubbio “assetata di sangue” che per mantenere il potere non poteva farsi molti scrupoli, un diavolo o, per usare il termine che in rumeno traduce questa parola, un “Dracul”.

Ancora oggi gli studiosi sono incerti rispetto all’origine di questo lemma. Per alcuni il termine “Dracul” ha origine dalla parola latina “Draco” che significa serpente, animale che nella morale cristiana ha assunto una connotazione demoniaca, mentre altri fanno risalire questo termine rumeno ad un ordine cavalleresco fondato agli inizi del 1400 dall’Imperatore del Sacro Romano Impero Sigismondo, al fine di riunire nobili combattenti che fossero in grado di arrestare l’espansione islamica nei Balcani. Tale ordine cavalleresco era stato denominato “Ordine del Drago”. In questo ordine militava il padre di Vlad Tepes, che veniva per questo motivo soprannominato “Draculea”, il dragone per l’appunto. Il nostro “Conte Dracula” avrebbe quindi semplicemente ereditato il suo celebre nome dal padre.

Al di là degli aspetti storici che posero le basi per il romanzo di Stoker, è interessante notare come leggende che narrano di vampiri sono diffuse in diverse zone del mondo e rimandano a degli elementi comuni che non possono essere sottovalutati o, peggio, svalutati a livello di folklore popolare.

Chi conosce le vie dell’inconscio collettivo sa bene infatti che dietro ogni leggenda si celano sempre elementi di verità che appartengono ad un piano di esistenza più sottile di quello fisico…argomenti che affronteremo nei prossimi articoli.

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