Gli Ismaeliti ‘Assassini’. Una delle più singolari sette esoteriche ed eretiche dell’Islam

Dalla mia rubrica eso-pensieri di Avalon Giornale, 17 febbraio 2015

Un brutto risveglio, tra i peggiori della sua vita. La nottata era trascorsa tranquilla ma gli era bastato aprire gli occhi per una frazione di secondo per scattare terrorizzato dal suo giaciglio e tirarsi indietro con un violento sussulto. Proprio lì, a pochi centimetri dal suo cuore, conficcato per terra c’era un pugnale lucente dal manico finemente lavorato.

Pochi dubbi sul mandante di quel terribile segnale di avvertimento. Il Vecchio della Montagna ci teneva a fargli sapere che la sua vita era completamente nelle sue mani. Non quella di un qualsiasi altro islamico sunnita, ma la sua, quella del Saladino. Il suo potente esercito, che ormai da tempo stava combattendo contro questa figura evanescente e magica, non era in grado di difenderlo dai sicari inviati dal Vecchio, gli Assassini, che, beffando la sua personale scorta e tutte le numerose guardie che lo proteggevano, erano riusciti ad entrare addirittura nella sua tenda di notte ed a infilare quella lama per terra.

Il messaggio era chiarissimo, smettila di perseguitarmi, posso prendere la tua vita quando voglio.

Nessuno sa cosa accadde esattamente dopo, tuttavia gli storici sono concordi nell’affermare che in seguito a questo episodio il Saladino smise di muovere guerra al Vecchio della Montagna ed al suo gruppo di fedeli per dedicarsi alla lotta contro gli stati latini in Terra Santa. I “Franchi” per lo meno, si potevano vedere e combattere de visu mentre i fida’i, gli appartenenti alla setta degli Assassini, erano capaci di infiltrarsi ovunque e di eliminare a loro piacimento chiunque intralciasse i piani del loro carismatico capo.

Marshall Hodgson, noto orientalista statunitense, in merito agli intrecci politici e religiosi che videro coinvolti crociati ed Assassini in Terra Santa ebbe ad affermare che senza la presenza di questa setta i regni latini non avrebbero avuto speranza di sopravvivere così a lungo come in effetti fu.

La figura del Vecchio della Montagna e dei suoi fedelissimi servi, gli Assassini, ebbe grande risonanza già nel medioevo, durante il periodo delle crociate. Il Vecchio, dotato di poteri paranormali quali la chiaroveggenza, la telepatia, la telecinesi e la capacità di prevedere il futuro, era un leader i cui ordini erano assolutamente vincolanti ed eseguiti fanaticamente, nella maggior parte dei casi sino al martirio.

Le cronache riportano diversi episodi nei quali, per mostrare agli ospiti più illustri che venivano a fargli visita l’obbedienza incondizionata di cui godeva, il Vecchio ordinava ad alcune guardie disposte sulle mura della sua fortezza di gettarsi di sotto. Queste, sorridendo in previsione del premio che le attendeva dopo la morte, eseguivano all’istante.

Gli Assassini tuttavia, non erano solo una setta dedita ad omicidi politici. Questa “ottica” viene dal passato e molti ricercatori moderni hanno gettato nuova luce sui fedeli del Vecchio della Montagna. All’interno dei loro inafferrabili castelli si tramandava infatti una conoscenza antica, segreta ed iniziatica che veniva rivelata ai fida’i, solo dopo una serie di rituali che, di grado in grado, li portava ad entrare in contatto con gli aspetti più sottili dell’esistenza.

Gnosi, pitagorismo, platonismo, magia egizia ed antiche dottrine Mazdee e cabalistiche entravano a far parte dell’istruzione superiore che questi adepti ricevevano, ma non solo. Molti di loro praticavano anche una forma di immaginazione attiva durante la quale, in fase di meditazione, erano in grado di comunicare col mondo spirituale. Dunque non solo abilissimi e scaltri nel condurre politiche di potere nel Medio Oriente attraverso omicidi mirati, ma anche detentori di un sapere esoterico che affondava le sue radici nella notte dei tempi. In quanto al termine “Assassini” che è poi passato all’uso comune per indicare chi compie un omicidio, questo nacque in seguito alle affermazioni dei detrattori della setta che accusavano i fida’i di fare uso di hashish prima di compiere le proprie missioni. La critica moderna preferisce indicarli con il nome di Ismaeliti, dal nome di Ismail, l’imam di cui questa singolare setta, tutt’ora esistente, attende il ritorno.

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