Eretici!

Dalla mia rubrica eso-pensieri di Avalon Giornale, 11 novembre 2014

La religione seguita dagli antichi romani, quella che onorava con il culto gli Dei aviti, era un sistema piuttosto complesso dove elementi magici, cultuali e civili si fondevano in tutt’uno armonioso. La pace e la convivenza civile erano infatti assicurati dal favore degli Dei che era necessario soddisfare attraverso gli adeguati riti.

Ogni conquista militare estendeva poi gli orizzonti e portava con se, come naturale conseguenza, la scoperta degli Dei delle popolazioni assoggettate. Differentemente da quanto accade nelle religioni monoteiste, questa cosa non ha mai comportato grandi problemi nell’antichità. Semplicemente la nuova divinità entrava a far parte del pantheon romano.

L’affermarsi del monoteismo ha invece comportato delle prese di posizione più nette poiché chi crede di avere l’unico vero “Dio” dalla sua non può tollerare l’esistenza di altri “Dei” che, dal suo punto di vista, devono necessariamente essere falsi.

Intendiamoci. Anche i politeisti hanno compiuto atti esecrabili di persecuzione basandosi tuttavia su presupposti completamente diversi. Agli occhi di un antico romano infatti, chi non faceva offerte agli Dei non era un “eretico” nel senso che oggi siamo abituati ad attribuire a questo termine, ma una persona che attentava alla stessa unità dell’Impero. Semplificando si potrebbe dire che ognuno aveva il diritto di scegliersi il Dio o gli Dei che voleva purché riconoscesse ed onorasse gli Dei della patria. Disprezzarli era dunque considerato un atto di sovversione politica e non un atto semplicemente “religioso”. E’ facile comprende che le implicazioni che derivavano da questa differenza erano molto importanti e che attenessero più all’ambito dell’ordine e della sicurezza pubblica che non ad eventuali problemi di natura spirituale.

La storia riporta infatti, oltre alla persecuzione dei cristiani di cui tutti sappiamo anche grazie alla cinematografia hollywoodiana, la persecuzione dei pitagorici e di altre confraternite che, per i motivi prima illustrati, erano sospetti al pubblico potere.

Il termine eretico viene dal greco hairesis che rimanda al significato di scelta, elezione. Quando in occidente si affermò il cristianesimo la parola “eretico” andò via via assumendo un’altra connotazione, in massima parte negativa e dal vago odore di demoniaco zolfo. In effetti essendosi imposto un credo ufficiale la “scelta” era diventata inutile, impossibile e quindi “eretica”.

Personalmente non posso negare di provare una naturale simpatia per gli “eretici”, per coloro che hanno il coraggio di “scegliere” e di indirizzare se stessi autonomamente seguendo il loro sentire interiore. La ricerca spirituale diventa in questo modo una maniera di realizzare nel mondo quello che profondamente si avverte di “essere”.

Un mondo a colori, infatti,  é decisamente più interessante di un mondo monocromatico.

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