Cerchio Firenze 77. Umberto Ridi racconta la sua esperienza con il medium Roberto Setti. (Seconda parte)

Dalla mia rubrica eso-pensieri di Avalon Giornale, 10 agosto 2014

(…segue dall’articolo precedente…)

Qual è il cuore dei messaggi ricevuti dal Cerchio Firenze 77?

Il cuore è il senso di responsabilità, fondamentale. Siamo soli, non abbiamo nessuno che faccia qualcosa o che possa fare qualcosa per noi e noi siamo i responsabili di ogni nostra azione. Addirittura si può dire che “l’aldilà” non esiste di per se stesso, non ha una sua struttura, non è un luogo che esiste, l’aldilà è uno stato di coscienza e questo stato di coscienza lo costruiamo noi con le nostre azioni, con i nostri pensieri, con le nostre emozioni, con quella che è la nostra vita. In questi movimenti noi costruiamo una “sensibilità”. Questa sensibilità si proietta all’esterno, ecco l’aldilà. Noi troviamo quello che abbiamo costruito, non troviamo un mondo diverso e che non ci appartiene. Troviamo il nostro mondo in comunione con tutte le persone che ci sono state care perché abbiamo condiviso con loro quel mondo. Anche nel mondo materiale questa comunione è possibile attraverso la “sensibilità”, utilizzando i sensi ad esempio. Avendo tutti più o meno gli stessi sensi condividiamo le stesse cose. L’aldilà quindi è una nostra proiezione che è costruita con il lavoro che noi facciamo nell’aldiquà insieme a tutti gli altri.

Tra tutti i fenomeni fisici che si sono verificati all’interno del Cerchio Firenze 77 c’è né qualcuno che ti ha colpito più degli altri?

Fondamentalmente sono due. Il primo ha riguardato mia moglie e ne sono stato emotivamente coinvolto. Conserviamo ancora infatti un apporto che gli è stato donato, una scarpetta d’argento che è stata lentamente materializzata davanti ai suoi occhi. La guida fisica aveva chiamato mia moglie per andare vicino a Roberto, ed ha materializzato quasi nelle sue mani questo oggetto. L’altro fenomeno che mi ha stupito è quello relativo ad un altro apporto. Gli apporti avvenuti durante la sedute potevano comparire attraverso fenomenologie diverse e con modalità differenti tra di loro. Infatti una cosa è “l’apporto” nel quale un oggetto viene smaterializzato e successivamente ricomposto sulla base del sua forma eterica, mentre un’altra cosa è immaginare nella mente un oggetto che non esiste e materializzarlo sulla base della forma eterica che il pensiero ha creato. Nel Cerchio Firenze 77 è successo anche quest’ultimo fenomeno, ed è stato il caso di un braccialetto in metallo che è stato donato ad una persona, che si è visto formarsi pian piano sottoforma di plasma luminoso a partire da una massa fluttuante, grande più o meno come un pallone da calcio. Le mani di Roberto lavoravano al centro di questa massa dove si andava via via formando qualcosa di ancor più luminoso, a forma di filo. Ad un certo punto Roberto ha chiamato questa persona ed ha messo al suo polso il braccialetto luminoso. Disse “E’ ancora troppo corto”, lo riprese e lavorandolo ancora un po’ lo restituì all’interessato dicendogli “Ecco, ora va bene, tienilo”. Successivamente la luminosità dell’oggetto è andata pian piano svanendo. In un altro episodio questa massa luminosa è stata letteralmente gocciolata nelle mani di un sacerdote, Padre Eugenio Ferrarotti che ha anche testimoniato il fatto. Questo gocciolamento, nelle mani del sacerdote, ha continuato ad addensarsi fino a diventare un angioletto in metallo. Questi fenomeni ci portano davanti al mistero di cosa siamo, di quali energie abbiamo. Queste situazioni non sono dell’aldilà sono dell’uomo. Roberto aveva queste energie. Le entità sanno come manipolare queste energie, ma l’energia è dell’uomo e questa cosa mi ha sempre colpito.

INES GUIDI: La cosa che più mi ha colpito delle manifestazioni fisiche di Roberto sono stati i profumi. Arrivavano diverse entità. Una di queste si manifestava con un intensissimo profumo orientale. Faceva il suo discorso e subito dopo, per dire, poteva arrivare l’entità Teresa, un’entità che si manifestava in meditazione, con un profumo di rose anche quello intensissimo. I profumi non si mischiavano. Quando un’entità se ne andava sembrava che si portasse via anche il suo profumo. Questa è stata una cosa che mi ha molto colpito delle manifestazioni fisiche di Roberto Setti. L’ambiente era saturo di questi effluvi. La stessa cosa accadeva quando si manifestava l’entità Dali che aveva un profumo intensissimo di violette. Questi profumi si annullavano l’uno nell’altro quando cambiavano le entità.

Se dovessi provare a convincere uno scettico, una persona che crede che oltre la materia non vi sia altro, cosa diresti?

Sinceramente non è che mi interesserebbe molto convincere qualcuno. Io sono stato ateo e quindi capisco benissimo chi lo può essere. Stavo bene ugualmente, non ero ne più bravo né più cattivo di quando ero cattolico, né di quanto io sia ora. La mia sensibilità verso gli altri ed il bene degli altri è rimasta sempre la stessa, non sono cambiato di una virgola. In realtà nella vita non si migliora, è questo quello che ho imparato, si è quello che si è. Eventualmente si cambia l’atteggiamento, si mettono o si tolgono delle barriere psicologiche. Si dice ad esempio che gli anziani diventino cattivi. Non è così, semplicemente depongono quella maschera di buonismo di necessità che durante la vita si utilizza.

Cos’è per te la spiritualità?

La spiritualità è una sensibilità verso la vita, verso le persone, verso il mondo. E’ un aprirsi a quella che è la realtà del mondo. Che poi la spiritualità possa appoggiarsi ad una religione o ad una scienza o ad una filosofia non ha importanza. Spirituale è la persona che è aperta e che riesce ad avere la sensibilità di sentire anche l’empatia verso gli altri, di avvertire il senso di una morale, di un’etica e dei valori del mondo. Quella è una persona spirituale che può essere quindi uno scienziato come un filosofo.

In che modo l’uomo dovrebbe condurre la sua vita alla luce delle comunicazioni del Cerchio Firenze 77?

Se si vanno a leggere gli oltre 15 testi pubblicati e se si ascoltano le registrazioni audio delle entità che sono presenti anche sul sito del Cerchio Firenze 77, emerge la questione della responsabilità. Noi siamo soli perché ogni cosa che noi sentiamo, viviamo ed affrontiamo è sempre in base alla nostra necessità e se questa ci apre a delle realtà diverse da quelle che normalmente si vivono, queste realtà diventano vere anche per noi. Quello che le entità ci hanno insegnato è che una cosa è vera se viene “sentita”. Quando una cosa non viene “sentita” non ha valore.

Cosa ti sentiresti di consigliare ad una persona che vuole avvicinarsi alle tematiche dello spiritismo?

Devo precisare che io non mi sento “spiritico” e non sono molto a favore dello “spiritismo” se questo viene inteso, come oggi accade, semplicemente come mezzo per contattare l’aldilà al pari di una chiamata telefonica. Inizialmente anche la mia ricerca si è mossa in questa direzione ma con il tempo ho compreso che lo spiritismo inteso in questo senso può nascondere delle insidie perché può suggestionare menti deboli, può indurre idee che invece dovrebbero essere ben maturate dal singolo a partire da una solida base emotiva che lo metta in grado di poterle affrontare adeguatamente. Diversamente si corre il rischio di fare diventare lo spiritismo una fede ed allora si prende un medium per parlare con i propri cari oppure per avere consigli dall’aldilà perché non si è in grado di avere consigli dal sacerdote, dallo psicologo o dall’amico.

Al giorno d’oggi qual è il messaggio che il Cerchio Firenze 77 vuole portare?

In effetti non c’è qualcosa che vuole divulgare. Roberto ha tenuto sedute dal 1946 al 1977 senza aver divulgato niente. Dal 1977 al 1984, solo negli ultimi sette anni, è diventato un personaggio pubblico attraverso i libri e gli incontri. E tutti gli altri anni, oltre 37? Non c’era un valore nelle cose che diceva in quel periodo? In realtà non c’era una volontà di diffondere i messaggi perché non era ritenuto importante, così come non è ritenuto importante nemmeno ora. Possiamo dire che sia utile ma non importante. Non c’è un messaggio che si debba dare all’umanità in realtà. E’ un messaggio che è bene diffondere ed io lo sto facendo attraverso il sito e tutto il resto, perché come ha dato a me moltissimo ritengo possa dare molto anche ad altri. E’ anche vero che si tratta di un messaggio estremamente difficile, bisogna avere la sensibilità per coglierlo. Prendo come esempio quanto dicevo prima in merito all’io che deve essere trasceso. Questo messaggio mi ha fatto trovare davanti ad un blocco che successivamente ho superato, tuttavia mi rendo conto che per altri, trovarsi davanti ad un problema del genere, potrebbe essere un motivo sufficiente per rifiutare in toto tutto il resto delle comunicazioni. Personalmente ho voluto sorpassare questo blocco perché c’erano dei quesiti che non potevano essere risolti con l’esistenza di un semplice io che si allarga a dismisura. Ecco dunque che, per chi ha bisogno di risposte, le pubblicazioni del Cerchio Firenze 77 sono lì ed è questo che secondo me è importante, ma l’umanità va avanti lo stesso, non sono quei messaggi che fanno diventare più spirituali le persone. I messaggi sono piccole stampelle che possono aiutare e personalmente mi hanno aiutato moltissimo, ma poi le ho buttate via perché non è lo spiritismo o la comunicazione del Cerchio Firenze 77 che è fondamentale per vivere. E’ il lavoro che sto portando avanti dentro di me che è importante, non posso appoggiarmi sempre sulle stampelle. Per questo motivo ritengo che neanche lo spiritismo sia una cosa fondamentale. Gli scritti del Cerchio sono da intendersi come strumenti.

Il tempo è trascorso troppo velocemente come sempre accade in questi casi. Ci salutiamo portando con noi a casa una splendida esperienza. Ringrazio di cuore Umberto Ridi ed Ines Guidi per le preziose testimonianze che rendono così concreta quell’esperienza di confine che è il contatto con il mondo spiritico. Desidero ringraziare in ultimo Gianluca Di Sario per le foto realizzate specificando che quella che funge da “copertina” del presente articolo riproduce un apporto ricevuto dalla Sig.ra Ines durante una seduta medianica con Roberto Setti.

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