Abruzzo luogo di misteri. L’eremo di San Venanzio

Pochi luoghi al mondo sono così ricchi di simboli millenari come l’Abruzzo, territorio di misteri senza tempo dove Santi cristiani ed antiche Sacerdotesse hanno lasciato tracce indelebili del loro passaggio. Percorrendo sentieri ombrosi è possibile trovarsi in luoghi dove cielo e terra si uniscono aprendo la porta di energie ancestrali per esaltare le quali sono sorti, nel corso dei millenni, centri di culto religioso che ancora oggi conservano un inestimabile patrimonio simbolico. La fede nel potere curativo delle pietre, trasmessa immutata dagli antichi riti pagani sino al moderno cristianesimo, è, ad esempio, lo sfondo sul quale sorge lo splendido eremo dove San Venanzio decise di stabilirsi.

L’agiografia di questo santo racconta che durante le persecuzioni anticristiane volute dall’Imperatore Romano Diocleziano, egli fuggisse da Camerino insieme al suo maestro Porfirio. I due giunsero in Abruzzo nei pressi dell’odierno paese di Raiano e si stabilirono lungo il corso del fiume Aterno, in una località nascosta in una profonda gola rocciosa scavata dal fiume, difficile da raggiungere. L’acqua, elemento femminile per eccellenza, qui si presenta in tutta la sua naturale potenza ed è sempre a questo elemento che la storia del santo fa riferimento. Catturato infatti in quanto cristiano fece miracolosamente sgorgare una sorgente d’acqua per i suoi carcerieri che, durante il tragitto per riportarlo a Camerino per essere giustiziato, si erano trovati a soffrire la sete. Sempre l’agiografia racconta di come, una volta eseguita l’esecuzione capitale per decapitazione, la sua testa, rotolando, aprì tre fenditure nel terreno dalle quali sgorgarono tre fonti d’acqua perenni. È importante ricordare come, nel passaggio dagli ancestrali culti pagani al cristianesimo, spesso la nuova religione si trovò a dover recuperare a furor di popolo, rituali e credenze del mondo antico, ed in effetti proprio questo pare essere il caso se si tiene a mente che il culto delle fonti deriva da quello delle Ninfe che erano deputate alla loro protezione.

Nell’eremo inoltre è presente una scala intagliata completamente nella pietra che ne collega la parte inferiore alla chiesa che sorge sopra di esso. Alla base di questa scala, il cui simbolismo analizzeremo tra breve, vi è una nicchia dove si crede che San Venanzio si riposasse ed in cui i moderni pellegrini si sdraiano per contattare le energie di guarigione connesse con questo luogo speciale. Il contatto terapeutico con la pietra andrebbe letto alla luce delle antiche pratiche sciamaniche. L’uomo medicina infatti, i cui organi interni durante l’iniziazione sono sostituiti con pietre magiche, utilizza queste ultime per ristabilire la salute di coloro che a lui si rivolgono. La “pietra” dunque contiene qualcosa, uno spirito vivente e salvifico. Risuona quindi chiaro il vero significato esoterico delle parole del Nuovo Testamento nel versetto dove si afferma:

“Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi costruttori, è divenuta testata d’angolo”

passo che apre una connessione tra la figura del Salvatore cristiano e le credenze che vivono nel cuore dell’uomo da tempo immemorabile. Il simbolo della scala, materialmente presente in questo luogo santo, ci ricorda la possibilità di unire tra di loro i diversi piani di esistenza di cui l’universo è composto. Spirito e materia, cielo e terra. È utile ricordare a questo proposito il sogno del patriarca Giacobbe nel quale vide una scala congiungere cielo e terra, oppure, esplorando altre mitologie, l’arcobaleno Bifrost che gli Dei di Asgard utilizzavano per scendere sulla terra. Allo stesso significato archetipico si ricollegano gli alberi nell’area celtica, si pensi ad Yggdrasil ed Irminsul, e la “scala iniziatica” che ancora oggi viene utilizzata in Massoneria. Vi è poi un altro elemento interessante che è necessario sottolineare. La scala Santa presente a San Venanzio è piuttosto buia e stretta ed attraversarla, in ultima analisi, equivale a compiere un rituale di ri-nascita viaggiando, in questo caso anche fisicamente, nel ventre di madre terra.
Altri misteri ci attendono in Abruzzo…a presto dunque!

Lascia un commento

Newsletter

Per seguire le mie attività a condividere commentando i miei articoli